Comunicati Stampa

 

3/04
ASTENSIONE!

Una casta determinata ci sovrasta e uccide la libertà dei cittadini. Non vi sono metodi per eliminare questa macchina d’oppressione. Per illudere i cittadini si organizzano delle recite conosciute con il nome di votazioni, attraverso le quali le persone credono di poter cambiare o migliorare la classe dirigente, che, indisturbata, da anni ci sfrutta e ci deruba. La casta ha occupato totalmente l’arco politico e, conseguentemente, nessuna votazione può determinare un cambiamento. Il cittadino si riduce a votare coloro che, al momento, appaiono il male minore. In tal modo il voto diventa una conferma per gli eletti a continuare a rubare la ricchezza prodotta. Il voto diventa un avallo verso le associazioni a delinquere formanti la casta dirigenziale.
Non potendo modificare la situazione, l’unica possibilità è quella dell’astensione al voto. Il “non voto” è un’operazione positiva verso un futuro con degli ideali che la casta non può attuare. Pertanto, l’astensione è un segnale che esprime la speranza di un futuro migliore!
Con l’astensione si conferma un “si” verso l’aspirazione di un avvenire che riconosce e rispetta la dignità dei cittadini. L’astensione alle votazioni, come si presentano attualmente, oltre ad essere un segno di coerenza nel non avallare il male partitocratrico, è un voto dimostrativo positivo verso se stessi e verso una società migliore. L’astensione è un “SI” verso un destino migliore di libertà.
I movimenti che s’ispirano agli ideali autonomisti, federalisti e indipendentisti invitano gli aventi diritto a rifiutarsi di dare il proprio voto all'attuale sistema italiano dei partiti in occasione delle imminenti elezioni politiche. Questo dove non sia presente alcun movimento autonomista, federalista e indipendentista completamente slegato dal sistema politico italiano.
Segnatamente si invitano gli elettori ad avvalersi del diritto di far annullare la scheda per indegnità politica e morale del sistema italiano dei partiti.

Giribaldi Andrea -Obiettivo Nord Ovest
Via Solaro Rapalin, 100 - 18038 Sanremo (IM)
www.obiettivonordovest.org

Marco Giabardo - M.A.V. Movimento Autonomista Valsesiano
Via 24 maggio 16/3 - 13019 VARAL VALSESIA
www.mav-valsesia.org

Federico Simeoni - Fronte Friulano - Front Furlan
Via Spilimbergo n. 187 - 33035 Martignacco (UD)
www.frontefriulano.org

Massimiliano Viviani - Movimento Zero
Via Amendola 11 - 20052 Monza
www.movimentozero.org

http://www.sanremonews.it/it/interna...ews_code=59931

 

 

1/04
Convegno a Vigevano

Si è tenuto domenica 30 marzo a Vigevano (PV) un convegno autonomista dal titolo: "Lombardia a Statuto Speciale: un futuro possibile".
Oltre ai segretari dei partiti "Fronte Indipendentista Lombardia", "Progetto Lombardia" e "Lega Padana Lombardia", ha partecipato alla riunione, in veste di relatore, il sanremese Giribaldi Andrea, Segretario del Movimento Ligure "Obiettivo Nord Ovest”, il quale ha evidenziato i vantaggi che uno Statuto Speciale porterebbe ai cittadini di ciascuna regione:
“Grazie alla riforma del 2001 del titolo V della costituzione le regioni a statuto ordinario hanno oggi la possibilità di raggiungere una maggiore autonomia, attraverso la contrattazione con lo stato su molte materie "concorrenti". Purtroppo le amministrazioni regionali hanno poco sfruttato questa possibilità. La principale causa è che gli stessi amministratori rappresentano, troppo spesso, gli interessi dei partiti anziché quelli del proprio territorio e dei Cittadini che li hanno eletti. Rispetto allo statuto ordinario, lo statuto speciale offre, comunque, una maggiore autonomia alle regioni, non solo sotto l'aspetto finanziario, ma anche sul piano amministrativo e legislativo.
Anche nella nostra regione, una Liguria sempre più povera, l'ottenimento di uno statuto speciale sul modello del Sud Tirolo, rilancerebbe la nostra economia e, conseguentemente, il settore occupazionale. La gestione, ad esempio, di parte degli oltre 4 miliardi di euro di gettito fiscale che i nostri porti producono ogni anno, permetterebbe un rilevante miglioramento delle nostre infrastrutture, un ritorno di competitività sui mercati internazionali, la progettazione di ulteriori e più funzionali piani di sviluppo, un più giusto ed equo rapporto tra entrate tributarie e servizi erogati alla collettività, un'amministrazione più efficiente grazie alla conseguente diminuzione della burocrazia.
L' ottenimento dello statuto speciale avrebbe, inoltre, un importante significato politico. Lo statuto speciale è una legge costituzionale, ottenuta tramite una contrattazione tra regione e stato centrale su quali competenze e relative coperture finanziarie trattenere sul territorio e quali cedere, invece, al governo centrale. Al contrario, lo statuto ordinario e successive modifiche nascono da un dibattito interno alla regione stessa, le cui forme e condizioni di autonomia sono, comunque, dettate dall'attuale costituzione.
E' evidente, quindi, come nel caso dello statuto speciale sia la regione a cedere parte della propria sovranità allo stato centrale, mentre nel caso dello statuto ordinario avviene il contrario, ovvero la regione è limitata nel chiedere le sole forme di autonomia che lo stato decide di concedere”.
Andrea Giribaldi, concludendo il suo discorso, ha espresso, inoltre, la propria personale solidarietà e quella dell’intero movimento nei confronti del popolo tibetano, vittima, non solo oggi, di continue violenze e repressioni da parte del regime cinese occupante. Tutti i presenti si sono uniti in un lungo applauso.

http://www.genovapress.com/index.php...view/21736/61/

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8/2
Risposta di Giribaldi Andrea a Silvio Rossi (Lega Nord) sulla sovranità popolare

Signor Silvio Rossi,
il suo articolo in merito alla legittimità sull’utilizzo del referendum mi ha particolarmente turbato, soprattutto in quanto lei è tesserato ad un partito che si dichiara federalista.
La base del federalismo è, infatti, l’esercizio della sovranità popolare. Il referendum è lo strumento più efficace che hanno i cittadini per esercitare il controllo sui propri amministratori. E’ bene ricordare, infatti, che ciascun eletto dovrebbe rappresentare le istanze dei cittadini e non gli interessi delle lobby, dei poteri forti, o semplicemente il proprio rendiconto personale.
Lo strumento del referendum, se applicato in tutte le sue forme (abrogativi, propositivi e legislativi, senza quorum), responsabilizzerebbe l’amministratore, il quale non avrebbe interesse a generare provvedimenti che i cittadini boccerebbero.
Per questo, il referendum deve esser visto come garante di un “contratto” che i cittadini stipulano con i propri amministratori al momento del voto.
Un partito federalista non può prescindere da alcuni punti fondamentali: la sovranità dei cittadini sui governanti, la trasparenza e la responsabilità.
Sottoporre al giudizio dei cittadini un progetto infrastrutturale è sinonimo di maggiore trasparenza. Difficilmente, infatti, i cittadini approverebbero progetti poco chiari o gestiti da personaggi di dubbia moralità
Il voto referendario responsabilizzerebbe, inoltre, i cittadini i quali “pagherebbero” in prima persona una loro scelta sbagliata.
Attraverso questi tre aspetti (sovranità popolare, trasparenza e responsabilità) il federalismo risulta essere un modello vincente e non un freno per lo sviluppo. La Svizzera insegna!
Sul caso specifico, mi chiedo se la sua contrarietà ai referendum sulle infrastrutture portuali savonesi, rappresenta la posizione ufficiale del suo partito. Il geologo e vicesegretario provinciale della Lega Nord Giancarlo Bertolazzi ha, infatti, più volte espresso forti dubbi sul progetto della piattaforma di Vado Ligure e si è unito alla richiesta del referendum, come dimostra il breve video realizzato in collaborazione con la nostra associazione “Obiettivo Nord Ovest” (http://it.youtube.com/watch?v=J2ZCznHuVOs).
In attesa di una sua risposta mi auguro che le mie argomentazioni possano aiutarla a intraprendere una nuova e più attenta riflessione sulla questione della sovranità popolare.
Andrea Giribaldi
Segretario “Obiettivo Nord Ovest”

 

 

30/1
I Liguri "tartassati" dalle tasse

L'anno che è appena iniziato non sembra essere favorevole ai contribuenti liguri; infatti da un recente rapporto dell'Ifel, l'Istituto per la finanza e l'economia locale, i cittadini liguri risultano i più “tartassati”: ogni ligure versa mediamente 820 euro all'anno nelle casse comunali, mentre in Sicilia o Basilicata il contributo scende a meno di 330 euro. Inoltre si deve aggiungere un imminente sovra tassa sui rifiuti, annunciata dall'Assessore Regionale Zunino, che dovrebbe avere la finalità di incentivare la raccolta differenziata.
Anche sul fronte Ici la Liguria risulta essere al vertice, difatti l'aliquota Ici media sulla prima casa risulta essere del 5,34%, in aumento rispetto al 2005 e superiore a quella nazionale (5,04%). Importante sottolineare come, anche in questo caso, le aliquote più basse sono associate alle regioni a Statuto Speciale come, nello specifico, Valle d'Aosta, Sardegna e Trentino, dove dal prossimo anno alcuni comuni elimineranno definitivamente l'aliquota sulla prima casa. Questo sarebbe possibile anche da noi se la nostra Regione riuscisse a trattenere un maggiore quantitativo della sua ricchezza che, invece, prende la via della Capitale, in particolare mi riferisco a quel gettito portuale che ammonta a quasi 4 miliari di euro annui e del quantitativo economico derivante dai canoni demaniali delle nostre spiagge.
Infine vi è un altro motivo di pessimismo per i contribuenti liguri, ovvero le probabili elezioni politiche. Se si andasse di nuovo alle urne i partiti incasserebbero fino al 2011 rimborsi elettorali doppi: sia quelli maturati per la quindicesima legislatura che quelli relativi alla sedicesima. Infatti come previsto da una legge del 2006, votata da entrambi gli schieramenti, i partiti possono continuare ad incassare i rimborsi elettorali anche in caso di voto anticipato; tutto questo si traduce in un aggravio di costi di 300 milioni di euro per lo Stato e quindi, di conseguenza, sui cittadini.

http://www.ivg.it:80/2008/01/31/per-i-liguri-un-2008-di-tasse/

http://www.sanremonews.it/it/internal.php?news_code=55416

http://www.riviera24.it/articoli/2008/01/31/35824/per-i-liguri-un-2008-di-tasse

http://www.genovapress.com/index.php/content/view/20046/61/

http://www.savonanotizie.it/scheda.php?sezione=online&idart=9823

 

 

9/1
Rifiuti Campania: preoccupazione di Obiettivo Nord Ovest

Il movimento “Obiettivo Nord Ovest” assiste con molta preoccupazione all’evolversi dell’emergenza rifiuti in Campania. Nelle ultime ore sembrerebbe prendere sempre più piede l’ipotesi di trasferire parte dei rifiuti prodotti in Campania nelle discariche di altre regioni, comprese quelle del nord ovest (Liguria, Piemonte e Valle D’Aosta).
Comprendiamo la drammaticità della situazione e l’urgenza che si è venuta a creare, ma il trasferimento dei rifiuti non può essere certamente una soluzione concreta per un problema che dura ormai da oltre 14 anni.
Come sempre ribadiamo la necessità, anche in questa occasione, di applicare il federalismo: qualsiasi sistema federalista, infatti, prevede la solidarietà delle aree più virtuose, nei confronti dei territori più svantaggiati, ma implica, in tutto questo, la più assoluta trasparenza e responsabilità da parte degli amministratori nella gestione delle risorse e nella progettazione di piani di sviluppo.
Il problema dello smaltimento dei rifiuti campani evidenzia, al contrario, l’assenza totale di trasparenza e, ancora oggi, non si ha la minima assunzione o attribuzione di responsabilità. Si assiste, come al solito, al gioco dello “scarica barile” e alla richiesta, o pretesa, di aiuti esterni. Soprattutto rimangono inevase le naturali domande che chiunque pone in questi casi: come si può parlare ancora di emergenza dopo 14 anni di commissariamento "straordinario"? Come sono stati impiegati gli ingenti finanziamenti pubblici? Perché in tutti questi anni non si è incentivata una strategia di “raccolta differenziata”? Che ruolo assume la camorra in tutta la vicenda? Quali responsabilità hanno gli amministratori locali? E quali responsabilità hanno i vari governi che si sono succeduti in questi anni?
Senza queste risposte, senza una chiara individuazione delle responsabilità ed una maggiore trasparenza nella gestione del problema, ogni iniziativa di apparente solidarietà rischia di tramutarsi in un incoraggiamento all’inefficienza e alla criminalità organizzata, a discapito di tutti i cittadini onesti, campani compresi!

http://www.genovapress.com/index.php/content/view/19262/61/

http://www.sanremonews.it/it/internal.php?news_code=54035

http://www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=29197

http://www.savonanotizie.it/scheda.php?sezione=online&idart=9692

http://www.grandain.com/direttore/dettaglio.asp?id=15082

 

 

17/12
Piemonte e Liguria insieme: per la Bresso, avanti adagio
La risposta della presidente della regione alla lettera aperta di Obiettivo Nord Ovest

Regione Piemonte - Ci sono novità in merito alla lettera aperta inviata - qualche giorno fa - alla Presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso dall'Associazione Obiettivo Nord Ovest: la Bresso, infatti, ha risposto oggi al presidente dell'associazione, Danilo Formica. Riportiamo, di seguito, il testo della missiva della governatrice del Piemonte:

"Egr. Sig. Danilo Formica,
desidero ringraziare Lei e tutta l'Associazione Obiettivo Nord Ovest per l'interesse dimostrato nei confronti del progetto intrapreso dalle Giunte regionali di Piemonte e Liguria di collaborazione e di integrazione reciproca in quegli ambiti politici che vedono i due territori marciare secondo gli stessi ideali e interessi. Al contempo si sta valutando, grazie all'apporto di importanti costituzionalisti, quali vie seguire per dare maggiore autonomia alle due Regioni. Con la Regione Liguria stiamo andando avanti cercando appunto di sviluppare più percorsi di collaborazione e, sono sicura, i risultati che ne verranno fuori saranno buoni, ma non possono, nè devono, essere affrettati. E' bene tuttavia ricordare che, anche con maggiori condizioni di autonomia regionale, non potremmo avere certo le stesse risorse delle Regioni a statuto autonomo. Ho avuto modo di visitare il Vostro sito web (www.obiettivonordovest.org) e di partecipare all'interessante sondaggio; i più vivi complimenti! I miei migliori saluti e Auguri sinceri di Buone Feste,
Mercedes Bresso ".

http://www.grandain.com/informazione/dettaglio.asp?id=14645

http://www.savonanotizie.it/scheda.php?sezione=online&idart=9542&idarg=1

http://www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=28517

 

 

13/12
Bandiere occitane 'legali', la risposta del movimento O.N.O.

Ieri è giunta la notizia dell'approvazione, da parte della Regione, della proposta di legge intitolata ‘Norme per l’esposizione delle bandiere delle minoranze linguistiche-storiche presenti sul territorio della Regione Piemonte' che legalizza le bandiere occitane esposte a fianco di quelle italiane e dell’Unione Europea al di fuori di municipi ed edifici sede di enti pubblici. Nel comunicarlo abbiamo anche riportato la soddisfazione dei due Consiglieri regionali cuneesi Elio Rostagno e Giorgio Ferraris. Oggi è arrivata la risposta del Movimento 'Obiettivo Nord Ovest' tramite un comunicato stampa: "Il Movimento 'Obiettivo Nord Ovest' giudica positivamente l’approvazione, da parte del Consiglio Regionale del Piemonte, della legge che permetterà ai franco-provenzali, occitani e walser di veder esposta la propria bandiera negli edifici pubblici dei propri comuni. E’ un piccolo, ma importante, primo passo verso il riconoscimento e la tutela delle identità locali. Occorre, però, superare il criterio esclusivo delle 'minoranze linguistiche' e concedere medesima tutela e valorizzazione ad ogni comunità, intesa come un insieme di individui formante un gruppo riconoscibile con proprie specificità. Il riconoscimento della propria identità deve essere, inoltre, un diritto naturale e non una 'concessione' vincolata e limitata da un organo superiore. Ecco perché, mentre applaudiamo i consiglieri Ferraris e Rostagno per l’iniziativa intrapresa, allo stesso tempo prendiamo le distanze dalla dichiarazione degli stessi, i quali affermano che 'specifiche norme, ovviamente previste, per l’uso delle suddette bandiere eviteranno usi non appropriati e salvaguarderanno la prioritaria dignità della bandiera italiana ed europea'. Se si vuole tutelare le realtà locali, seriamente e non per fini elettorali, occorre concedere loro l’autonomia e il diritto di 'poter decidere' sulle questioni riguardanti il proprio territorio. Il lungo e faticoso percorso, per restituire la libertà ai popoli, incontra già un pericoloso ostacolo rappresentato dal voler imporre una 'prioritaria dignità' della bandiera italiana ed europea rispetto alla bandiera locale".

http://www.targatocn.it/it/internal.php?news_code=42304&cat_code=7

http://www.ingranda.it/news/front/news.asp?id=294

http://www.primapress.it/index.php?pagina=inc/obj_news_dettaglio.php&id_news=11343&id_pagina=5&id_pagina_madre=0&prof=1&id_stringa=5

 

 

13/12
Obiettivo Nord Ovest dalla parte del Dalai Lama

L'associazione Obiettivo Nord Ovest fa sapere che questa sera, dalle ore 21.20, la Web Tv di Obiettivo Nord Ovest propone una serata sul tema "Tibet Libero".

"Dopo la visita del Dalai Lama a Milano nei giorni scorsi e quella di oggi a Roma - si legge nella nota -, riteniamo doveroso contribuire anche noi, per il poco che possiamo fare, all'azione di sensibilizzazione finalizzata al riconoscimento di una vera autonomia e dei diritti umani al popolo tibetano. La nostra associazione ha come obiettivo primario il riconoscimento dell’autonomia e dei diritti dei popoli del nord ovest e non può esimersi dall’esprimere solidarietà a tutti quei popoli che, come noi, stanno lottando per ottenere la libertà. Ci rammarichiamo che il Governo di Roma non abbia voluto ricevere in forma ufficiale il Dalai Lama; questo ancora una volta dimostra l’insensibilità di quel Governo a riconoscere i giusti diritti a quei popoli che oggi non ne hanno. Ogni comunità che si riconosca tale ha il diritto di vivere in armonia ed in piena autonomi.

http://www.sanremonews.it/it/internal.php?news_code=52754

http://www.genovapress.com/index.php/content/view/18480/59

 

 

12/12
Obiettivo Nord Ovest: lettera aperta al Presidente Burlando

Egregio Presidente Claudio Burlando,
da qualche mese Lei e la Presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso state promuovendo accordi interregionali volti alla cooperazione tra territori complementari ed a una maggiore autonomia.
Mercedes Bresso ha precisato, inoltre, come lo scopo di entrambe le Giunte sia quello di arrivare, per le nostre regioni, ad una forma di autonomia simile a quella sud tirolese. In questi mesi avete siglato accordi in materia di sanità e promozione turistica, ma difficilmente il cittadino si è reso conto delle potenzialità del vostro progetto.
E’ di questi giorni la notizia che, con la nuova finanziaria, saranno stanziati trenta milioni di euro per finanziare quei comuni che avevano chiesto il passaggio da una regione a statuto ordinario ad una a statuto speciale (come Cortina D’Ampezzo in Veneto); sempre di questi giorni è la notizia che in Trentino l’ICI scomparirà definitivamente dal 2008. Spesso, a queste notizie non viene attribuita l’importanza che meritano e non arrivano ai cittadini.
E’ certamente utile proporre reciproci accordi sulla promozione di prodotti tipici locali a Savona o a Torino, ma è sicuramente più importante affrontare tematiche concrete per spiegare al cittadino quanto, in termini economici, rimarrebbe sul nostro territorio e quanto si risparmierebbe ogni anno. Basti pensare che oggi Bolzano amministra circa 4 miliardi di euro (la Provincia di Roma solo 800 milioni) dovuto anche al fatto che il 90 % dell’Irpef ed il 40 % dell’Iva ritorna nelle casse delle due Province Autonome.
Auspico quindi un maggiore coinvolgimento dei cittadini ed una maggiore concretezza politica. Se dal 2008 l’Ici non esisterà più per i cittadini trentini, quando diventerà una realtà anche per i liguri? Quando potremmo trattenere anche noi il 90 % dell’Irpef? Perché Cortina deve ricevere fondi per non “scappare” in Trentino e noi no? Dobbiamo forse promuovere un referendum di annessione alla Regione Autonoma della Sardegna?

http://www.ivg.it/2007/12/12/obiettivo-nord-ovest-lettera-aperta-al-presidente-burlando

http://www.grandain.com/informazione/dettaglio.asp?id=14536

http://www.sanremonews.it/it/internal.php?news_code=52702

http://www.genovapress.com/index.php/content/view/18458/61

http://www.savonanotizie.it/scheda.php?sezione=online&idart=9542

http://www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=28516

 

 

6/12
Obiettivo Nord Ovest condivide le parole di Napolitano sul Federalismo

L'Associazione Obiettivo Nord Ovest si trova in totale sintonia con le parole espresse ieri dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Durante l'incontro con la comunità economica, a Milano, il Presidente Napolitano ha sottolineato come sia un dovere attuare il titolo V della Costituzione.
Auspichiamo, però, che tali parole trovino la giusta concretezza nella realtà; troppe volte si è sentito parlare di federalismo in modo distorto e strumentale. Per noi, attuare il federalismo significa lasciare le risorse sul territorio che le ha generate, rendere responsabili gli enti più vicini al cittadino e garantire maggiore trasparenza su come vengono investiti ed utilizzati i soldi pubblici.
Siamo favorevoli all'attuazione del federalismo fiscale senza prescindere da un federalismo politico: non esiste, infatti, realtà dove si sia realizzato un federalismo fiscale senza prima aver attuato un’opera di grande decentramento di competenze, anche legislative, agli enti locali.
Infine, dal momento che lo stesso Presidente della Repubblica invita ad attuare quel poco di federalismo che già esiste in Costituzione oggi, invitiamo il Presidente della Regione Liguria a fare pressione presso gli organi competenti e chiediamo altresì a che punto sia l'iter, proposto quest'estate, per la creazione di una macro regione a statuto speciale sul modello sud tirolese. Infatti, dopo gli annunci di luglio, sono mesi che non si sente parlare di autonomia.
Valutiamo essenziale portare avanti questo progetto per garantire una nuova forma di sviluppo alla nostra regione e per potersi esprimere su scenari politico – economici, autonomamente, a livelli internazionali.

http://www.ligurianotizie.it/news.php?news_id=30724

http://www.primapress.it/index.php?pagina=inc/obj_news_dettaglio.php&id_news=10975&id_pagina=&id_pagina_madre=&prof=&id_stringa

http://www.sanremonews.it/it/internal.php?news_code=52292

http://www.albain.com/informazione/dettaglio.asp?id=14363

 

 

2/12
Piemonte Liguria, unica Macroregione

Sabato 1 dicembre a Varallo presso l’albergo Monte Rosa si è svolto il 1° convegno dei movimenti e associazioni autonomiste.
“Favorire una maggiore integrazione istituzionale, economica, e culturale fra Piemonte e Liguria e al contempo proporre una legge elettorale per il Piemonte che limiti lo strapotere di Torino e dia effettiva rappresentanza alle diverse zone della Regione” .
Sono queste le principali proposte politiche avanzate sabato scorso dal convegno degli autonomisti liguri e piemontesi presieduto dal segretario del “Movimento Autonomista Valsesiano ( M.A.V.) Marco Giabardo. Nell’ampia e approfondita relazione, Andrea Giribaldi rappresentante “Obiettivo Nord Ovest”di Sanremo ha dichiarato che il principale intento degli autonomisti è di promuovere “ l’unione amministrativa della Liguria e del Piemonte in un'unica macroregione con autonomia legislativa e decisionale su come impiegare le proprie risorse e tutelare la propria specificità e le identità locali attraverso un COMUNE PATTO FEDERALE”.
Non si tratta di un progetto utopico, bensì previsto, sia pure con procedure complesse e farraginose, dalla stessa costituzione. Per Giribaldi, ” quest’unione tra le due regioni e utile anche per rilanciare lo sviluppo economico acquisendo competitività su mercati internazionali ma per ottenere questo occorre dotare le nostre regioni di un sistema amministrativo più moderno, che guardi positivamente al modello federalista e che alleggerisca l’enorme apparato burocratico frutto di una vecchia e deleteria politica centralista “.
Su questa proposta s’e registrata un’ampia convergenza fra tutti i partecipanti e nei loro interventi sia il consigliere comunale astigiano Fenoglio e che il rappresentante torinese del “ Movimento Regionalista “ Bissacco hanno ribadito la necessità di articolare il discorso autonomista sia su livello economico che su quello culturale.
Il convegno ha poi affrontato concretamente le questioni concernenti la rappresentanza politica ed istituzionale , oggi fortemente squilibrata a favore delle megalopoli , Genova in Liguria e Torino in Piemonte . I sessanta consiglieri regionali del Piemonte dovrebbero essere eletti con sistema uninominale in altrettanti collegi, corrispondenti ai diversi “ Cantoni ” o Vallate dell’intero territorio. Torino che oggi ha un numero enorme di rappresentanti ne avrebbe uno solo , Novara altrettanto , cosi come la Valsesia , il Biellese , il Canavese , l’Albese, etc..
Si eliminerebbe così la condizione attuale, per cui anche con una votazione all’unanimità per un candidato Valsesiano questo non avrebbe comunque i numeri per entrare in regione.
Lo stesso dovrebbe essere fatto per gli enti o comunità montane o collinari che dovrebbero essere rappresentative di una COMUNITA’ senza paletti burocratici e politici di ogni sorta e direttamente eletti dalle comunità stesse.
Del resto, diversi gruppi presenti al convegno già si sono strutturati su base locale , come il M.A.V. organizzatore del’incontro o il “Movimento per l’Autonomia Ossolana” presente a Varallo con l’On. Polli.
In un’ampia retrospettiva sulla travagliata storia dell’autonomismo, Roberto Gremmo ha voluto ricordare che i pionieri dell’idea di unione fra Piemonte e ponente ligure furono più di trenta anni fa Enrico Berio di Sanremo e il direttore “Assion Piemonteisa” l’ex partigiano Luigi Cerchio.
Un ruolo centrale di Novara nella sinergia funzionale del Nord Ovest e stato rivendicato dalla Scrittrice Silvia Garbelli della “Libera Compagnia Padana “ (L.L.C.P.) che ha criticato il “torinocentrismo” , calorosamente applaudita da tutti i presenti.
Sono pervenuti inoltre i messaggi di saluto dal “Fronte Friulano”, “Regione Lunezia “, “Comunità Antagonista Padana”, “Movimento Indipendentista Biellese”, “Jeunesse Valdotaine” e dal “ Gruppo ALPAZUR”.
Erano presenti gruppi della Val Susa , Val Sangone e della “NO TAV” , per la Valsesia gruppi autonomisti di Serravalle , Alagna e Varallo
Per conto nostro abbiamo ricordato che la lotta per l’autonomismo non può essere meramente economica o a soli fini fiscali, ma che soltanto una forte identità etnica, la valorizzazione di lingue e culture locali possono dare alla gente lo stimolo più forte per rivendicare la propria sovranità su territorio. Nel presente non può esistere un popolo che si possa considerare indipendente a tutti gli effetti, ma i popoli liberi possono decidere autonomamente le proprie dipendenze.

http://www.obiettivonordovest.org/immagini/TribunaNovarese.jpg

 

 

2/12
Liguria e Piemonte una macro regione a statuto speciale. Un convegno a Varallo Sesia

Si è tenuto sabato a Varallo Sesia un convegno sulla proposta di unione federale di Liguria e Piemonte in una grande regione a Statuto speciale. Hanno partecipato al dibattito rappresentanti di movimenti e associazioni autonomiste e federaliste di tutto il territorio ligure-piemontese. Il convegno si è aperto con la relazione introduttiva del sanremese Andrea Giribaldi, portavoce del movimento "Obiettivo Nord Ovest".

"Ritengo fondamentale - ha affermato Giribaldi - l'incontro di tutti i movimenti autonomisti per creare un "laboratorio politico-culturale" di idee e progetti al fine di restituire credibilità alla causa autonomista e federalista all'interno di un serio dibattito politico. Il movimento "Obiettivo Nord Ovest" nasce dall'esigenza di un territorio, quello ligure piemontese, il quale necessità di maggiore autonomia per rilanciare la propria economia, soffocata da decenni d'immobilismo della politica nazionale e soprattutto per restituire dignità ai propri popoli. Per raggiungere questi obiettivi la proposta di unire la Liguria e il Piemonte in un'unica macroregione a statuto speciale assume un significato rilevante".

E poi. "L'unione del nord ovest - ha aggiunto - non è una novità nel dibattito politico: da oltre trent'anni il gruppo "Alpazur" evidenzia la complementarietà tra il territorio marittimo ligure e il retroterra piemontese, promuovendo l'unione amministrativa delle due regioni. Nel 1994 la Fondazione Agnelli, in uno studio sul federalismo applicabile in Italia, ridisegnava i confini delle regioni riducendole da 20 a 12, unendo la Liguria e il Piemonte, riconoscendo l'oggettiva difficoltà che regioni troppo piccole avrebbero nell'essere autosufficienti, nel gestirsi e nel programmare piani di sviluppo funzionali, oltre che il rischio di creare un disequilibrio nei rapporti interni della confederazione stessa".

Ancora Giribaldi: "Quest'anno i due presidenti di Liguria e Piemonte, Claudio Burlano e Mercedes Bresso, hanno ripreso il progetto Liguria-Piemonte partendo da un accordo quadro interregionale per la gestione comune d'interventi d'interesse congiunto, in particolare, sui temi della sanità, del turismo e delle infrastrutture. Entrambi i presidenti hanno inoltre auspicato l'ottenimento dello statuto speciale per la macroregione. I vantaggi economici che deriverebbero da quest'accordo sono molteplici e interesserebbero entrambe le regioni. La nuova macroregione acquisirebbe, inoltre, grande competitività nei mercati internazionali, attraverso le oltre 450 mila imprese ed un Prodotto Interno Lordo di 144 miliardi di euro, rendendola seconda alla sola Lombardia. Analizziamo perché questo progetto è così importante per la causa autonomista e federalista".

Giribaldi chiarisce cosa s' intende per autonomia e per federalismo: "Questi termini, a volte, vengono accomunati sotto lo stesso significato e tradotti nel classico slogan "padroni a casa nostra", un modo un po' semplicistico di risolvere la questione. Altri, al contrario, contrappongono il concetto di autonomia, al quale legano il significato di "separazione" e "divisione", al termine federalismo che invece associano al concetto di "unione". Non condivido questa contrapposizione in quanto ritengo che autonomia e federalismo siano parte integrante dello stesso processo. Se per federalismo intendiamo un patto, o contratto, stipulato da diverse comunità che concedono parte della propria sovranità per mettere in comune alcune competenze, non possiamo prescindere dal considerare due aspetti fondamentali. Il primo è quello di ritenere questo patto o contratto come mutabile nel tempo e riconoscere il naturale diritto di rescindere il contratto stesso (e quindi di secedere dalla federazione), qualora un qualsiasi contraente non ritenesse più vantaggioso l'accordo".

Nel corso dell'incontro Giribaldi ha, poi, sottolineato: "Il secondo aspetto è che i rispettivi contraenti, che intendono stipulare il "patto", devono godere della propria indipendenza. Stipulare un patto federativo tra comunità impossibilitate di "contrattare liberamente", in quanto assoggettate ai vincoli di un organo comune superiore, rappresenterebbe ciò che si può definire "embrione" o "surrogato" di patto federativo, ma che, ovviamente, è ancora lontano dal federalismo che noi tutti auspichiamo di raggiungere. E' evidente, quindi, l'impossibilità di trasformare uno stato centralista in un vero stato federale, senza prima riconoscere l'autonomia alle comunità che lo compongono e la piena libertà nello stipulare reciproci accordi. Il primo passo deve essere, quindi, l'ottenimento dell'autonomia, da conquistare con una contrattazione ed una forte pressione da esercitare nei confronti dello stato, soprattutto attraverso il consenso popolare. L'attuale classe politica vive e si arricchisce grazie ad un sistema clientelare, assistenziale, autoreferenziale, di cui il centralismo è la madre naturale, motivo per cui non sarà facilmente concessa l'autonomia alle comunità locali".

"E', però, innegabile che il "Sistema Italia" è fallimentare: la tassazione è tra le più alte d'Europa, gli enormi "buchi" del debito pubblico e del sistema pensionistico aumentano ogni anno e le spese per la pubblica amministrazione non tendono a diminuire. Di fronte a questi dati, la classe dirigente non intende proporre un forte piano di riforme, necessarie, non tanto per il rilancio, ma per la semplice sopravvivenza economica del Paese. Si aprono quindi scenari nuovi e tutto il movimento autonomista e federalista deve essere pronto nell'esercitare la giusta pressione e nel promuovere ogni azione che possa destabilizzare l'attuale sistema di suddivisione dei poteri, al fine di ottenere l'autonomia finanziaria, legislativa ed amministrativa, unico strumento per recuperare competitività, benessere economico e maggiore efficienza".

"L'autonomia rappresenterebbe, inoltre, un utile strumento per favorire una riscoperta culturale locale e per riappropriarsi del comune sentimento d'appartenenza a comunità con proprie identità e specificità. L'Italia, infatti, autodefinitasi "Stato nazionale ed unitario", ha affermato la sua unità con l'oppressione politica e la distruzione delle culture locali, attraverso processi di "italianizzazione", nel tentativo di omologare culture e lingue diverse, in nome di un'italianità tutta da inventare e costruire".

"Occorre considerare che le Regioni non sono nate dalla volontà popolare, ma da un atto unilaterale dello Stato che le ha create sulla base di un criterio geografico arbitrario, disegnando a tavolino i limiti territoriali, trascurando ogni principio culturale, etnico e linguistico. Una proposta di ridisegnamento dei confini, che coinvolga i cittadini attraverso strumenti di democrazia diretta, rappresenta, quindi, un passo in avanti nel riconoscimento del diritto di autodeterminazione dei popoli, che, solo sulla carta, è sancito dal diritto internazionale, ma non è effettivamente applicabile, in quanto non è altrettanto riconosciuto il diritto di autodefinizione dei popoli".

"Attraverso il riconoscimento e la tutela delle realtà e nazionalità locali, quali i territori Insubri, Brigaschi, Occitani, Franco-provenzali e Walser, la Valsesia e la Val d'Ossola, la nuova macroregione potrebbe essere un esempio di come, applicando il modello federalista, si possono unire popoli e nazionalità differenti riconoscendone l'identità, l'autonomia e la libertà, senza dover necessariamente omologare e distruggere ogni diversità e particolarità. La vicina Svizzera è l'attuale dimostrazione di come il federalismo ha unito comunità diversissime sotto il profilo etnico, linguistico e religioso senza annullarne le specificità. Occorre tradurre tutti questi propositi in concretezza politica, partendo con l' applicare la riforma del titolo V della costituzione, che permette alle Regioni di ratificare intese per il migliore esercizio delle proprie funzioni, anche con individuazione di organi comuni (Art. 117) e di unire Regioni esistenti o crearne delle nuove quando ne facciano richiesta tanti Consigli comunali che rappresentino almeno un terzo delle popolazioni interessate, e la proposta sia approvata con referendum dalla maggioranza delle popolazioni stesse.(Art. 132)".

Conclude Giribaldi: "Regola, quest'ultima, importantissima in quanto il riconoscimento e l'applicazione della sovranità popolare sono caratteristiche essenziali di un sistema federale. Contemporaneamente occorre esercitare una forte pressione per ottenere la riforma dell'articolo 116 della costituzione ed aggiungere la Liguria e il Piemonte nelle Regioni a Statuto Speciale. Un patto tra Piemonte e Liguria può assumere, in questo senso, un chiaro e preciso  intento politico: unire le forze per aumentare il potere contrattuale nei confronti dello stato centrale. Le possibilità di successo crescono esponenzialmente se si combatte il centralismo da più punti: il consiglio regionale del Veneto, su proposta dei consiglieri di "Progetto Nord Est", ha già approvato una legge regionale, da sottoporre al parlamento, nella quale chiede lo statuto speciale per il Veneto. In Lombardia, il "Progetto Lombardia" ed il "Fronte Lombardia" hanno iniziato una raccolta di firme per chiedere lo statuto speciale per la propria regione. E' necessario, inoltre, combattere l'attuale bipolarismo che contrappone destra e sinistra, distogliendo l'attenzione dei cittadini dalla vera ed importante contrapposizione esistente tra le comunità, alle quali non viene riconosciuta la giusta autonomia, e lo stato centrale. Occorre pretendere che, chiunque venga eletto in un territorio, ne rappresenti le istanze, anche se in contrapposizione con la linea nazionale del partito". Concludo con una citazione di Gianfranco Miglio: "Con il consenso della gente si può fare di tutto: cambiare il governo, sostituire la bandiera, unirsi ad un altro paese, formarne uno nuovo"".

http://www.sanremonews.it/it/internal.php?news_code=52028

http://www.genovapress.com/index.php/content/view/18111/107/

http://www.ligurianotizie.it/news.php?news_id=30558

http://www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=28051

http://www.riviera24.it/articoli/2007/12/02/33280/liguria-e-piemonte-una-macro-regione-a-statuto-speciale-un-convegno-a-varallo-sesia

 

 

30/11
Da Sanremo ed Imperia ad una riunione 'autonomista'

I movimenti autonomisti di Liguria e Piemonte si riuniranno sabato a Varallo Sesia (ore 15), presso l’Albergo 'Monte Rosa' per confrontarsi su un progetto istituzionale nuovo: una macroregione composta da cantoni che unifichi le varie realtà liguri e piemontesi, collinari e di pianura, montane e rivierasche ma che si contrapponga al predominio centralista torinese. Sarà discusso anche un progetto di legge elettorale che garantisca parità di rappresentanza e uguale dignità alle varie zone della futura, auspicata grande regione delle Alpi occidentali.
L’iniziativa è promossa dal 'Movimento Autonomista Valsesiano' e da 'Obiettivo Nord Ovest' di Sanremo. Presiederà i lavori Marco Giabardo del MAV e terranno una relazione introduttiva Andrea Giribaldi e Danilo Formica del Movimento Ligure. Hanno annunciato la partecipazione gruppi e movimenti del Biellese, Ossola, Canavese, Pinerolo, Asti, Alessandria, Cuneo, della Val di Susa oltre che di Imperia e Savona.

http://www.sanremonews.it/it/internal.php?news_code=51900

 

 

21/11
Federalismo portuale, interviene il movimento "Obiettivo Nord Ovest"

Danilo Formica, portavoce provinciale del movimento "Obiettivo Nord Ovest" interviene sul federalismo portuale. Di seguito alcune considerazioni.

Il federalismo portuale, tanto atteso dai liguri, ha fatto, in questi giorni, importanti passi in avanti, grazie anche al lavoro del Presidente della Regione Burlando, che, con coraggio, ha promosso e sostenuto il progetto a Roma. Non bisogna, però, cantare vittoria troppo presto, in quanto non è stata ancora resa nota quale sia la somma che rimarrà sul territorio e quale confluirà nelle casse di Roma. In questo senso occorre un cambiamento sostanziale!

Due considerazioni:
a) tra 2005 e 2006 il porto di Genova ha perso il suo storico primato nel Mediterraneo a favore di Barcellona e Valencia;
b) a fronte di 0,64 euro di "diritti portuali" per tonnellata movimentata a Rotterdam, 0,78 a Valencia, 0,89 a Marsiglia e 1,05 a Barcellona, ai porti liguri restano solamente 0,18 euro.

Analizzando questi dati si evince che pochi centesimi in più trattenuti sul nostro territorio non sarebbero sufficienti a rendere i nostri porti competitivi con il resto d'Europa ed un provvedimento poco risolutivo si trasformerebbe in semplice propaganda politica. Riteniamo, inoltre, un grosso errore, l'intenzione del Presidente dell'Authority di Savona di creare un solo comprensorio portuale tra Genova e Savona, in quanto un "cartello" porterebbe soltanto all'immobilismo e all'inefficienza.

Al contrario, una volta ottenuta l'autonomia finanziaria, la concorrenza tra i porti liguri favorirebbe la "gara" all'offerta dei maggiori servizi ed ai prezzi minori, si investirebbe il capitale per migliorare le infrastrutture e si acquisirebbe maggiore competitività sul mercato portuale europeo. Per di più, con un'unica authority, si correrebbe il rischio di indirizzare tutte le risorse verso un unico territorio, a svantaggio di un'altro. Prendiamo esempio dalla vicina Svizzera e trasferiamo, al nostro sistema portuale, il "federalismo fiscale competitivo" che applicano i cantoni elvetici. Autonomia e concorrenza sono le ricette per rilanciare la nostra economia.

http://www.sanremonews.it/it/internal.php?news_code=51324

http://www.riviera24.it/articoli/2007/11/21/32710/federalismo-portuale-interviene-il-movimento-obiettivo-nord-ovest

 

 

20/11
Leggi e Referendum: interviene 'Obiettivo Nord-Ovest'

"Si parla spesso di rafforzare i poteri del 'premier'. Ma poco o nulla di potenziare gli strumenti utili per una sovranità davvero popolare. Non tutti sanno che domenica scorsa, nonostante il silenzio della maggior parte dei mass media, è stata una giornata importante per la nostra democrazia. Per la prima volta in Italia è stata sperimentata la democrazia diretta di tipo propositivo: tramite referendum i cittadini possono esprimersi su varie proposte, se le approvano queste diventano effettivamente legge".

Lo scrive Danilo Formica, portavoce provinciale di 'Obiettivo Nord Ovest' che prosegue: "Nel nostro ordinamento questo tipo di referendum non è previsto; è stato introdotto da qualche anno solo in Valle d'Aosta, dove si è tenuta la prima 'sperimentazione' referendaria. Purtroppo i cittadini, anche su suggerimento dei principali partiti locali, non sono andati a votare, non raggiungendo il 45% necessario per la validità della consultazione. Penso sia importantissimo ora portare questa “opportunità” anche al di là dei confini della Valle d'Aosta. Solo con l'introduzione di strumenti di democrazia diretta il cittadino potrà eliminare la “Casta” e tenere realmente sotto controllo i propri amministratori. Basti pensare che uno dei quesiti referendari valdostani su cui i cittadini dovevano esprimersi riguardava la realizzazione di un ospedale unico: situazione che qui da noi è stata portata avanti, dai nostri amministratori, senza chiedere alcuna opinione ai cittadini. Purtroppo invece tutto questo qui da noi è fantascienza ed il cittadino viene interpellato solamente ogni 5 anni per scegliere se è meglio un simbolo che un altro. Ma realmente poi in quei 5 anni che poteri ha di controllo su quei amministratori che ha fatto eleggere? Con il referendum propositivo il cittadino potrebbe sostituirsi al legislatore, ma soprattutto dare un segnale chiaro alla politica 'O ci fate le leggi che ci servono, o ce le facciamo noi!'".

http://www.ligurianotizie.it/news.php?news_id=30029

http://www.ivg.it/2007/11/20/lesportazione-dellesperimento-referendario-della-valle-daosta/

http://www.sanremonews.it/it/internal.php?news_code=51232

http://www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=27616

 

 

19/11
Varallo Sesia: un sanremese alla proposta di macroregione

Sabato 1° dicembre si terrà in Piemonte, a Varallo Valsesia, un dibattito sulla proposta di federazione di Liguria e Piemonte in un’unica macroregione a statuto speciale. Parteciperanno movimenti, associazioni e gruppi autonomisti, federalisti e identitari delle Comunità Liguri, Piemontesi e di tutto l’arco Alpino. Il convegno si aprirà con la relazione introduttiva del sanremese Andrea Giribaldi, portavoce del movimento politico-culturale 'Obiettivo Nord Ovest'.

“Riteniamo fondamentale, ai fini della causa autonomista - dichiara Giribaldi - promuovere l’accordo del Piemonte e della Liguria per la costituzione di una grande macroregione, intesa come confederazione di comunità, ciascuna con propria identità e specificità. Politicamente, entrambe le regioni aumenterebbero il loro potere contrattuale nei confronti dello stato centrale, che, a causa della sua burocrazia e del suo immobilismo, frena lo sviluppo del nostro territorio. Per rilanciare la nostra economia e rendere più efficiente l’intero apparato amministrativo è, infatti, indispensabile conquistare l’autonomia legislativa, amministrativa e finanziaria. Economicamente la nuova macroregione sarebbe seconda alla sola Lombardia ed al pari del Veneto, una realtà forte e capace di imporsi sui mercati internazionali, attraverso le oltre 450 mila imprese ed un Prodotto Interno Lordo di 144 miliardi di euro. Conquistando il 'federalismo portuale', si potrebbe inoltre impiegare il gettito fiscale prodotto dal traffico container dei porti liguri, che oggi equivale a 4 miliardi di euro l’anno, per investire in infrastrutture, innovazione e tecnologia”.

http://www.sanremonews.it/it/internal.php?news_code=51206

http://www.riviera24.it/articoli/2007/11/19/32574/il-1-dicembre-dibattito-sulla-proposta-di-federazione-di-liguria-piemonte-in-ununica-macroregione

 

 

15/11
Intervento di "Obiettivo Nord Ovest" sulla questione del terzo valico


SAVONA. 15 NOV. Pochi giorni fa il Ministro Bianchi ha di fatto fermato, per l'ennesima volta, il progetto del Terzo Valico. Progetto che per i Liguri è diventato ormai una barzelletta. Un giorno lo si fa, il giorno dopo si ferma tutto. Tale progetto risulta essere indispensabile per lo sviluppo portuale della nostra Regione, quindi è di vitale importanza la sua realizzazione. La scorsa settimana, una alleanza bipartisan tra consiglieri regionali liguri, aveva chiesto la possibilità al Governo di trattenere parte del ricavato fiscale, derivante dai porti, per finanziare appunto il Tervo Valico. Nella stessa giornata il Ministro Bianchi faceva sapere di essere contrario a questa sorta di federalismo portuale perché, a suo parere, "mette le Regioni del Sud contro il Nord" e che la ripartizione del gettito va ripartita secondo "criteri politici". Ora mi chiedo quali siano questi criteri politici. Chi decide dove destinare i soldi derivanti dalla portualità ligure? Naturalmente non un ligure. Da un recente studio della Bocconi, si evince come i porti liguri siano una risorsa non sfruttata per il nostro territorio. Infatti i nostri porti producono ogni anno quasi 4 miliardi di euro e gestiscono circa il 60% del traffico merci. Quest'estate però, direttamente al forum del Nord Ovest organizzato dal Sole24ore, le autorità portuali liguri lanciavano il loro allarme verso una carenza strutturale che penalizza il nostro mercato portuale rispetto ad altri porti d'Europa. "I costi del 'non fare' nel settore sono elevatissimi», come ricordava Oliviero Baccelli del Certet. La situazione di stallo penalizza la competitività non solo della Liguria, ma di tutto il Nord/Ovest: 800mila teus all'anno (per un totale di Iva non incassata intorno ai 2 miliardi di euro) prendono la via dei porti del Nord Europa. Attualmente solo il 15/20% delle merci viene trasportato su rotaia; una percentuale ancora troppo bassa per competere con i tempi ed i servizi offerti sugli altri mercati europei. Il Governo non ha diritto di decidere del nostro futuro. Oggi servono le infrastrutture per rimanere sul mercato ed è impensabile che, da popolo sovrano quale dovremmo essere, ci impediscano di trattenere parte di quel denaro che, per diritto naturale, dovrebbe essere nostro. Infine mi oppongo fortemente a questo sistema burocratico così centralizzato; dove la riscossione delle risorse fiscali a livello centrale comporta la centralizzazione delle clientele d'affari e, di conseguenza, la penalizzazione di alcuni territori a favore di altri. Danilo Formica, portavoce provinciale "Obiettivo Nord Ovest"

http://www.ligurianotizie.it/news.php?news_id=29804

http://www.savonanews.it/it/internal.php?news_code=27466

 

 

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